1- Fuga dalla Death Valley
by lulumoth
la Death Valley, anche chiamata Valle della morte, è un area desertica situata tra California e Nevada, famoso per essere uno dei luoghi più aridi e caldi del Nord America, li risiede uno dei carceri più grandi dove tengono detenuti più pericolosi del mondo, che in preda alla follia, hanno cercato di distruggere interi paesi dell'America.
Tra questi c'è anche il "Boia Satanico", rinchiuso per aver tentato di far esplodere una centrale nucleare nella Pennsylvania, per aver ucciso indiscriminatamente e depredato una chiesa piena di persone innocenti.
Richard era chiuso dentro una struttura di massima sicurezza, chiamata anche Supermax, fatta di cemento armato, monitorato 24 ore su 24 tramite telecamere a circuito chiuso.
Lui passava oramai intere giornate recluso in quella stanza, arrendendosi al piano che aveva escogitato da tempo e non potendo neanche muoversi con le braccia, dato che era totalmente placcato da una camicia di forza, che lo bloccava del tutto.
Per mangiare entrano almeno due tre guardie, tra cui una che lo imbocca e gli altri due per precauzione in caso di tentato attacco rimangono di guardia, uguale per il bagno.
Era passato un mese dall'accaduto e Richard pensa tra se e se come poter uscire da li, oramai spera solo a qualche sorta di fortuna che l'avrebbe potuto far uscire di li, sente però qualcosa di strano osservarlo nella penombra della stanza, fa per non darci troppo caso e chiudere gli occhi per dormire.
Richard si sveglia e si trovava nel buio totale, con una luce dall'alto che lo illuminava, era senza il camice che gli bloccava le braccia, si alza da terra si accorge di essere vestito nella stessa maniera di quando stava andando verso la Pennsylvania, cammina verso il buio sentiva la voce di una ragazza, fa per seguire la voce e la vede avanti a se, lei è di spalle sembrava voler capire dove fosse, Richard cerca di ricordare se è qualcuno che conosce ma non ne aveva idea, fa per allungare la mano verso di lei per volergli toccare la spalla, lei si gira in tempo e i loro occhi s'incrociano, entrambi si rendono conto che stavano in un sogno.
Richard si sveglia all'improvviso, si sente confuso, pensa che forse può voler dire qualcosa, forse è un segnale, non lo sa ma una cosa è certa vuole uscire da li, ma continua ad avere la sensazione che qualcuno è in stanza con lui.
Improvvisamente si sente allentare il camice di forza e si accorge ché slegato.
Intanto nella stanza di controllo, una delle guardie è crollato dal sonno sulla sedia e gli schermi, che mostravano la stanza dove c'è il Boia, iniziano ad avere interferenze per poi oscurarsi del tutto.
Nel frattempo lui si è liberato e la porta della stanza si apre lentamente, Richard si sente confuso non capisce che sta succedendo pero non esita e corre fuori dalla stanza, poco dopo l'allarme parte per tutto il carcere, lui accelera il passo e sente da lontano delle voci avvicinarsi sempre di più verso di lui, si nasconde dietro angolo con le spalle al muro e attende che passino le guardie, che corrono verso la stanza, per poi sgattaiolare dietro di loro e trovare un modo per uscire da li.
Le guardie sono arrivate nella stanza dove era imprigionato, avvertono hai piani alti che Richard è fuggito.
Oramai tutte le guardie iniziano ha cercarlo ovunque ma non trovano tracce se non un soldato steso a terra privo di vita e di vestiti, uno delle guardie cerca di sentire se c'è battito nel corpo, appoggiando le due dita sul collo della vittima, ma non viene rivelato nessun battito.
Richard che si è messo i panni della guardia, mimetizzandosi tra di loro, si dirige verso l'uscita e andando nella direzione del parcheggio presente fuori dal carcere, spacca la finestra con il gomito, di una delle macchine presenti, infila la mano dove c'era la finestra e riuscendo con la maniglia interna ad aprirla, sale in macchina e cerca di farlo partire maneggiando i fili sotto il volante mettendo in moto la macchina, chiude la portiera e parte a tutto gas verso il luogo più vicino a lui ovvero Las Vegas.
Intanto a Las Vegas, poco più di due ore dalla Death Valley, la vita sembra scorrere normalmente, chi si va ha divertire ai casinò, chi cerca una bella donzella da portarsi a letto o chi come Lili doveva affrontare un altro giorno di lavoro al negozio Smith's.
E' l'una di notte, Lili si sveglia improvvisamente dal letto respirando affannosamente.
<< Ma che diamine.. che sogno strano.. chi sa cosa volesse dire>>
Ripensa a com'era fatto quell'uomo, capelli lunghi, una maschera che lo copriva in faccia, maglione quasi beije, un pò sporco di sangue e più alto di lei.
Si alza dal letto molto confusa e va in sala dove prende il telecomando per accendere la TV, si siede sul divano dato che non riesce a dormire, prende la coperta vicino a lei per poi coprirsi, cerca un canale da guardare finché non si sofferma su quello delle Breaking News.
<<Notizie dell'ultima ora, un serial Killer anche chiamato il Boia Satanico è evaso poco più di un'ora fa dal carcere Death Valley, forze dell'ordine si stanno radunando per dargli la caccia>>
In TV mostrano la foto dell'uomo, capelli lunghi, maschera in volto, più alto di lei e le stesse vesti dell'uomo che gli era apparso nel sogno.
Lili si alza dal divano di scatto, spalanca occhi incredula a ciò, e si avvicina alla TV.
<<Si chiama Richard Joshua Reeves, un mese fa ha tentato di far esplodere una centrale nucleare in Pennsylvania e in passato ha fatto eruzione in una chiesa uccidendo moltissime persone, dopo quell'accaduto si pensava che fosse morto ma non fu cosi, se lo avvistate chiamate questo numero>>
Lili spegne subito la TV, inizia ad avere la pelle d'oca sul tutto il corpo, ma cerca di non dare troppa corda al sogno.
<<alla fine è solo un sogno perché dovrei preoccuparmi, tempo neanche un giorno e quello stronzo verrà preso, meglio che mi rilassi>>
Guarda l'orario si rende conto ché tardi, va verso la sua camera con molta nonchalance, rimettendosi sul letto cercando di riprendere il sonno, anche se un pò ha fatica.
Il giorno seguente, i raggi del sole illuminano la camera di Lili, le andavano dritto in faccia, lei cerca di coprire il sole con le mani.
<<arghh..ma che ora è?>>
Guarda l'orologio, spalanca occhi e si rende conto che è in ritardo, si alza di scatto dal letto, fa avanti e indietro tra bagno e cucina, cercando di cambiarsi di fretta e in furia, mentre mangiava la sua colazione con estrema velocità.
Esce di fretta dalla casa, dirigendosi verso la macchina e partendo per il negozio Smith's, dove l'attende il capo fuori che fumava.
<<sei in ritardo non trovi? a quest'ora il negozio doveva già essere aperto alla clientela, non ti pago mica per poltrire sah!>>
Mentre dice quelle parole in maniera scocciato, butta la sigaretta a terra pestandola poi con il piede.
<< e rispondi quando parlo!! Sono pur sempre il tuo capo, quindi porta rispetto a un tuo superiore>>
Lili lo guarda un po arrabbiata mentre apre il negozio.
<< scusa capo non accadrà più, felice ora?>>
Dice con tono spiritoso, volendo prenderlo in giro.
I due entrano nel negozio dimenticando dell'accaduto e si danno da fare per allestire il locale alla clientela.
Iniziano ad arrivare anche gli altri colleghi di lavoro, tra cui Sindy, l'amica di Lili, che appena la vede corre ad abbracciarla come se non avesse vista da un eternità.
<<Sindy accidenti non vedi che ho da fare? e poi non è che non ci vediamo da anni sah!!>>
Fa per allontanarla e sistemarsi un pò scocciata.
<<ma Lili lo sai che per me sei come la sorella che non ho mai avuto>>
Dice Sindy ridacchiando, ma la guarda attentamente e note delle occhiaie su Lili, si preoccupa e gli si avvicina.
<<tutto ok Lili? sembri uno zombi oggi>>
Fa per ridacchiare cercando di rompere il ghiaccio, ma Lili sembra come se abbia visto un fantasma, pensa al sogno che aveva fatto ieri, si guarda intorno per verificare che non ci fosse nessuno a sentire o spiare, poi guarda Sindy e gli si avvicina sussurrando.
<<In verità sto un pò in ansia, ieri ho fatto un sogno, si lo so potrà sembrare una sciocchezza, ma ho fatto un sogno strano e la cosa più assurda è che centra con il killer ché fuggito ieri dalla Death Valley>>
Sindy si preoccupa leggermente, ma l'ascolta con piacere.
<<dimmi tutto lo sai che puoi contare su di me>>
Lili sospira e prende coraggio, gli racconta il sogno e Sindy non si stranisce anzi ci riflette su, pensa cosa potrebbe significare.
<<mh..sogni cosi non ne ho mai fatti, forse magari era solo un sogno premonitore, magari hai predetto che scappava e basta>>
Cerca di non farla troppo preoccupare, il capo passa di li e le vede cazzeggiare.
<<BEH, VOGLIAMO LAVORARE?! OPPURE DEVO PENSARE AD UN LICENZIAMENTO?!>>
Sindy e Lily riprendono a lavorare, cosi si separano e ognuno fa il proprio lavoro pur di non sentire le lamentele del capo.
Intanto a quasi meno di un minuto dal negozio Smith's, Richard continua la sua guida verso Las Vegas e si ferma poco prima in un benzinaio, scende dalla macchina e si assicura che nessuno lo vede in faccia, si lega i capelli e se li tira indietro cercando di non far sembrare di averli lunghi, la maschera non la mette, sa di rischiare di essere conosciuto subito quindi evita.
Si guarda intorno e cerca con l'occhi una macchina da rubare, cosi che nessuno lo può riconoscere, vede un ragazzo scendere da una macchina dirigersi verso il bar della stazione di benzina, lo attende vicino la macchina per sorprenderlo.
Il proprietario della macchina dopo 2 minuti esce dal bar della pompa di benzina, si dirige verso la sua auto, apre la portiera ma viene stordito dietro la nuca cascando per terra.
Richard lo prende, per non lasciare traccia, lo mette in macchina legandolo per bene, gli prende le chiavi e sale in macchina premendo acceleratore e ripartendo verso Las Vegas.
Intanto nella centrale di polizia Kansas Highway Patrol, Jane è stata rimessa in regola, dopo la perdita del marito, in effetti si stava preparando per andare a lavoro e quando accende la TV, mentre si sta preparando la colazione, mette il canale delle Breaking News e quando sente la notizia del "Boia Satanico" in fuga, gli casca dalla mano la tazza piena di caffè frantumandosi per terra.
Jane rimase immobile, gli occhi fissi sul televisore, mentre il caffè si allarga lentamente sul pavimento.
«Le autorità invitano la popolazione a non avvicinarsi al sospettato. L'uomo è considerato estremamente pericoloso e potrebbe essere armato. Chiunque abbia informazioni è pregato di contattare immediatamente la polizia.»
La giornalista continuò a parlare, ma Jane per incredulità della notizia, non riusciva più a sentire una sola parola.
Quel nome le provocò un brivido lungo la schiena. Credeva che quel capitolo della sua vita fosse ormai chiuso, che dopo tutto quello che aveva perso non avrebbe più dovuto fare i conti con simili orrori.
Jane abbassò lentamente lo sguardo verso i frammenti della tazza sparsi sul pavimento, stringendo le mani a pugno.
Una cosa è certa in Jane, nessuno potrà fermare la sua voglia di fermarlo un'altra volta.
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