Capitolo 1: una lettera per i lettori
by RudyCory
Ogni volta che provo a iniziare qualcosa, mi sento davvero patetica, e il cielo sa quanto io sia infelice. Non è che mi manchi il tempo per scrivere; al contrario, è solo che quando mi siedo e comincio a mettere nero su bianco le idee, arriva inevitabilmente quel momento in cui riaffiora un ricordo del passato. È nostalgia, ma non quella sdolcinata o agrodolce legata ai "bei tempi andati". No, intendo una fitta che mi sconvolge lo stomaco, portandomi quasi al vomito e lasciandomi a bere e piangere su quella sorta di avvoltoio culturale che sono diventata.
"Cosa? Perché? Non ti piace ricordare la tua infanzia?" potresti chiederti. In un certo senso, suppongo di sì... Il problema è che la mia "infanzia" risale a circa quattrocento anni fa. Quindi potrai capire perché non considero la nostalgia un sentimento positivo, sapendo come si sono evolute le cose nella vita da quel momento in poi.
No, non scherzo quando dico quattrocento anni fa. Senza dilungarmi troppo, dato che la storia potrebbe facilmente annoiarti a morte per quanto è lunga, da bambina ho avuto la "fortuna" (se così si può chiamare) di ricevere il dono dell'immortalità. Un amico di famiglia, un pescatore mezzo ubriaco, diede inavvertitamente a me, che all'epoca avevo credo undici anni, un pezzo di carne di tritone, scambiandolo per il pesce di fiume che mi aveva promesso di pescare per il compleanno.
"Wow, allora avrai delle perle di saggezza da condividere, giusto?" potresti dire. Lascia che sia sincera: sono tutt'altro che saggia o profondamente illuminata dalla ricerca di virtù e conoscenze.
Semplicemente sono, ero e probabilmente rimarrò la solita nomade infelice e insoddisfatta: una vecchia mezza matta che lotta per mantenere viva una passione o una vita, prima di annoiarsi e passare alla successiva. La solita storia, solo con una confezione diversa. L'unico lato positivo è che sono altrettanto esperta d'arte e cinema, anche se non considero questo una virtù, quanto piuttosto una conseguenza del vivere così a lungo: serve qualcosa per tenere la mente occupata e farla funzionare in modo decente. L'immortalità priva di un scopo vale come una specie di non morte, anzi è una non vita. Se non avessi mai visto un film o un'opera qualsiasi in vita mia, le alternative sarebbero state uccidere chiunque mi stesse antipatico o annegare nell'oceano.
In ogni caso, credo che associare la saggezza all'età sia uno stratagemma ideato dagli anziani stessi per ottenere credito extra per i loro stili di vita antiquati ma funzionali, assicurandosi così che il loro declino non fosse vano. Lo capisco e lo rispetto fino a un certo punto — anche se, a differenza loro, il mio corpo non si deteriora con l'età, ma comunque voglio essere ricordate per qualcosa! Ma molti hanno questa arroganza da devoti dell'antico e il rifiuto categorico di accettare la modernità che molti hanno mi imbarazzano un bel po' del stare con i vecchi.
Eppure, sentendomi la vecchia strega che sono, ho problemi anche con i giovani; specialmente con quelli che guardano esclusivamente al futuro, liquidando gli anziani come senili e obsoleti, senza mai comprendere che i vecchi un tempo erano giovani proprio come loro e la pensavano allo stesso modo riguardo alle generazioni precedenti, e viceversa. E mi fa infuriare più di ogni altra cosa quando non si rendono conto di stare per ripetere gli errori delle generazioni passate, salvo poi crogiolarsi nell'autocommiserazione; un misto di silenziosa tragedia tedesca e di quella maledetta tarantella italiana dei vecchi...
Gli anziani mi imbarazzano con la loro conservazione stagnante di una modernità ormai tramontata; e i giovani, per quanto apprezzi le loro mode, mi irritano con la loro ignoranza del passato e la loro disperazione. È un circolo vizioso in cui l'unica certezza è che nessuna delle due parti ha ragione o torto; sono semplicemente dannatamente umani nella loro reciproca ignoranza, perché bramano i vantaggi della propria epoca senza volerne pagare il prezzo.
Perfetto... tra una chiacchiera e l'altra, sto finendo lo spazio su questa pagina. Riprendiamo il discorso la prossima volta, che ne dite? Beh, ecco qualcosa di nuovo che non avrei mai pensato di fare: frammenti autobiografici in cui parlo di me stessa, delle mie molte vite segrete passate e delle passioni sprecate in lune di miele infinite, salvo poi essere colta da un'improvvisa lucidità dei sensi proprio un attimo prima di divorziare da esse.
Certo, un sacco di "critici" si lamentano o diranno: "Sei pazza! Le tue storie sono false, rozze e volgari!" ma non me ne importa nulla. Ai miei occhi, siete tutti dei dodicenni. Me compresa, almeno nello spirito.
Magari qualcuno li troverà interessanti... anche se ne dubito.
Ma ehi, come diceva quel tizio nel film: la vita... trova una strada.
Thanks for reading RudyCory's work. Share it to support the author!
You've reached the end. Thanks for reading on ReadNoctis!