Capitolo 10 - Esistenza

Capitolo 10 - Esistenza

di Edward Noctis

Gli dèi non furono i soli a subire le ferite del loro scontro. La terra sotto i loro piedi, il campo di battaglia che martoriavano con i loro corpi, cominciò a sanguinare magma. Avevano scavato con i loro passi più a fondo di qualsiasi altro essere umano, raggiungendo le profondità dove il fuoco si era nascosto per millenni dalle creature che tanto temeva. Quella che un tempo era Pendragon ora brillava di rosso, quello che un tempo era Raymond ora sembrava l'incarnazione della sua ira. Dopo l'addio di Evelyn si ritrovò in bilico: sospeso tra il non aver più nulla da perdere e l'avere l'intero cosmo da perdere.

«Stai sbagliando tante cose...» disse Brahman facendo rimbombare la sua voce nella testa di Raymond. «Credi ancora che ci saranno un vincitore ed un perdente?»

Raymond ignorò ogni parola, la cura momentanea alla sua immortalità era porsi come unica ragione di vita la sconfitta di Brahman. Non poteva fare altro che ignorare tutti i dilemmi che lo avrebbero afflitto qualora sarebbe rimasto l'unico dio nella sua porzione di cosmo.

«Ah... è proprio lì che sbagli, sei ancora pieno di vita: urli, combatti e chiudi gli occhi sul mondo che ti circonda come ogni mortale. È per questo che non capisci» disse Brahman parlando all'animo di Ray, che non la smetteva di attaccarlo con morsi, graffi e colpi di coda. «Ma capirai... in un modo o nell'altro capirai, che più resti in silenzio più cose riuscirai a sentire.»

«Non voglio capire nulla!» rispose Raymond buttandolo a terra con una testata. «Ho avuto sete di conoscenza per tutta la mia vita... ma se proprio quella conoscenza mi renderà più simile a te, io chiuderò gli occhi e urlerò con tutte le mie forze!» e si gettò con tutto il suo peso verso di lui, lacerandogli il petto per raggiungere di nuovo il cuore. Ma Brahman si ribellò strappando a morsi uno dei suoi arti per allontanarlo.

La tua attività qui: diventa sponsor di ReadNoctis.

Contattaci

«In tal caso, metterti a tacere sarà compito mio» disse Brahman ripulendosi quei denti distorti dai residui di biomassa. Raymond affondò la ferita aperta del suo braccio mozzato in una pozza di magma per bloccare la perdita di sangue, spalancando le sue fauci per gettare fuori tutto il dolore sotto forma di ruggito.

L'intera atmosfera si dimenò tra le fiamme, tutto il ghiaccio presente in quella zona del pianeta si era come volatilizzato a causa delle grosse vampate di calore smosse dai due titani verso i confini di un pianeta che diventava sempre meno riconoscibile.

«Amélie... mi senti?» disse Brahman con lo sguardo rivolto verso Magis. Non stava parlando con Raymond, ma lui lo "sentiva" lo stesso, come sentiva tutte le forme di vita del pianeta. «Mi dispiace Amélie... verrò a prenderti alla fine del tempo.»

«Evelyn...» disse Raymond riportando a terra lo sguardo di Brahman. Mentre lui guardava verso le stelle, Ray guardava dentro di sé. Ma a differenza sua non sentiva nulla. I due demoni rimasero immobili mentre enormi cataclismi danzarono intorno ai loro corpi.

"Poteva finire diversamente?" Si domandò Raymond schiacciato dal peso dell'universo.

«Certo che no...» ottenne risposta da Brahman come se avesse pensato ad alta voce. «Ancora non capisci? Se non fosse successo ora sarebbe successo tra qualche migliaio d'anni. Te l'ho detto, non è destino di Dio creare la vita... è destino di ogni forma di vita creare Dio.»

«Lo so...» rispose Raymond mettendosi in guardia.

«Lo sai... ma non lo capisci» disse Brahman caricandolo di punto in bianco. Raymond lo deviò con un colpo di coda così forte da gettarlo a terra.

«Mi rifiuto di capire!» balzò verso di lui lacerandogli la faccia con i suoi artigli. «Ma capisco dove ti sbagli» Brahman gli afferrò il collo per scaraventarlo a terra e poi rialzarsi prendendolo a pugni. «E so che l'umanità saprà vivere senza dèi».

Novità, riflessioni e retroscena: leggi il blog di ReadNoctis.

Vai al blog

«Ahahah! E come lo sai?» disse Brahman mentre lo strangolava.

«Credo... In loro...» la sua vista si annebbiò mentre Brahman affondava la mano nel petto di Raymond alla ricerca del cuore che voleva strappare.

Ma quella vista oscurata riprese la luce, venne abbagliata da un raggio rosso che trapassò il cranio del suo rivale liberandolo da quella morsa. In lontananza, riprendendo i sensi, scorse Thobias, Magenta, Dozer, Emily e Jet a bordo del Milione. Non solo li vedeva, ma li sentiva. Sentiva le loro speranze, le loro paure, le loro... preghiere? E sentiva anche le speranze degli umani in cielo che li osservavano combattere mentre il Seme dei Mondi passò il periapside della sua orbita. Brahman si stava rigenerando, nemmeno le cannonate del milione potevano nulla contro di lui, ma Ray... Ray gli si gettò addosso alzando i suoi artigli al cielo, attese prima di conficcarglieli nel cuore. Attese il breve attimo in cui Brahman riprese i sensi, voleva che fosse consapevole di essere stato sconfitto grazie all'arma di un umano. A riprova del fatto che nessun essere, nessuna forma di vita può ritenersi superiore ad un'altra, neanche gli dèi.

Così avvenne, gli strappò il cuore venendo subito inglobato dal suo corpo che si deformava. E mentre la biomassa di Brahman passò a Raymond, egli si erse trionfante assumendo una forma più antropomorfa. Divenne così grande da immergersi nel vuoto dello spazio con il capo. Guardò le stelle, sentì la potenza di miliardi di cuori pulsanti in orbita, come se la sua percezione di ciò che lo circondava fosse aumentata, come se i cinque sensi fossero diventati una miriade. Anzi, uno solo, un solo senso nel vero senso del termine.

«È finita...» disse Magenta.

«È davvero finita» continuò Dozer. Scorsero in cielo il volto di Ray che si girò lentamente verso di loro, come se li stesse ascoltando malgrado la distanza che li separava.

Sei un autore? Pubblica fumetti e romanzi su ReadNoctis e guadagna con la pubblicità.

Inizia

«E adesso?» domandò Thoby. Prima che qualcuno provasse a rispondere, venne interrotto da Tredici, che li stava chiamando dal ponte del Milione. Accorsero da lei mentre alle loro spalle l'enorme sagoma di Raymond si inginocchiò delicatamente per non agitare l'atmosfera.

«Abbiamo intercettato una trasmissione» disse la robottina. «Proviene dal Seme dei Mondi!»

Quella notizia illuminò gli sguardi dei ragazzi, che si misero subito in azione per stabilire un contatto.

«Quì Noah Wanzer, mi ricevete?» I ragazzi esultarono trasmettendo la loro gioia insieme alle loro voci.

«Sì... ci ricevono» disse Asura in lontananza.

«Abbiamo visto quel raggio da quassù!» esclamò Gustav. «Non sembrava un ABM ma eravamo certi che dietro ci fosse il vostro zampino!»

«A nome di tutta l'umanità, grazie!» esultò calorosamente Noah. «I Germogli canteranno le vostre gesta a tutte le generazioni che ospiteremo a bordo.»

«Come sarebbe a dire? Non tornate a prenderci?» domandò Thobias.

Sua sorella gli rispose senza girarci intorno: «No Thoby... non è così che funziona.»

«Anche se la minaccia degli dèi artificiali è stata estirpata, questo pianeta ne ha subito le conseguenze. E ne è uscito prosciugato» continuò Dozer. «Se atterrassero, ci vorrebbero anni prima che il Seme dei Mondi sia di nuovo pronto al lancio... ma non ci sono le risorse per permettere all'umanità di sopravvivere tutti quegli anni. Dovranno cercare una nuova casa senza di noi.»

Deluso da quella notizia, Thobias abbassò lo sguardo mentre sua sorella gli appoggiò una mano sulla spalla per consolarlo. Anche Asura ne rimase dispiaciuto, e Gustav, consapevole che non avrebbe più rivisto suo figlio. Ma non vi erano alternative, le loro strade dovevano separarsi.

In quell'attimo di accettazione, la terra tremò.

«Ma che diavolo...» i quattro abbandonarono la radio e ripresero le armi per poi correre fuori. In cima al Milione videro Raymond che in ginocchio affondava le sue mani nella crosta di Materia, che avesse sentito l'intera conversazione? Il suo volto venne abbagliato da una luce intensa mentre quelle scosse continuarono.

La tua attività qui: diventa sponsor di ReadNoctis.

Contattaci

«Cosa stai facendo?» gli gridò Magenta mentre un vento caldo e secco raggiunse i quattro ragazzi. Dallo spazio videro tutti cosa stava accadendo, Raymond aveva squarciato la terra, aprendo il pianeta in due, affacciandosi in un mare splendente per poi tuffarcisi dentro. E mentre il magma lo avvolse, mentre il suo corpo sprofondò in quell'abisso di luce, sentì il peso del mondo infliggere pressione su ogni atomo del suo corpo. Una sola forza riuscì a contrastare tutto questo.

«Ray...»

Evelyn? Credeva di averla persa. Ma adesso la sentiva, e sentiva tutta la vita dentro di sé, non come un'entità o come un'energia ma come... vita. Come una delle tante forze che permeano nell'universo, non come un'azione, ma come una delle tante reazioni di altre forze che vanno ad annullarsi se prese tutte insieme.

«Devo ancora terminare la mia promessa» disse Raymond.

«Tranquillo» rispose Evelyn. «Abbiamo tutto il tempo del mondo.» Proprio in quell'attimo, il corpo di Ray cominciò a disgregarsi, ad espandersi.

«Pronta?» domandò Ray, ottenendo la risposta più spettacolare del cosmo.

Lassù, in superficie, i ragazzi assistettero a parte di quello spettacolo. Una minuscola parte: videro l'intero pianeta animarsi. La terra calpestata dal milione cominciò a muoversi come se fosse un fluido, nuove montagne s'innalzarono, nuovi vulcani esplosero per poi scomparire nella terra da dove sbucarono. E mentre il ghiaccio si scioglieva lentamente, con ogni singola goccia in marcia per riunirsi al mare, giù tra le macerie si affacciò un nuovo colore. Un verde talmente vivido, talmente vivo, da essere visibile persino dallo spazio. E quel verde si estese a tutta la terra, issando come bandiere al vento dai più sottili fili d'erba agli alberi più maestosi.

«Guardate!» disse Emily indicando il cielo.

«Che hai visto?» chiese Dozer.

«L'atmosfera! È cambiata chimicamente... sta deviando le radiazioni di Magis, Nihil ed Omnis!»

Novità, riflessioni e retroscena: leggi il blog di ReadNoctis.

Vai al blog

Ma certo... è per questo che le piante non stavano morendo, o meglio, stavano nascendo, crescendo e morendo di continuo come se il tempo fosse accelerato. Cominciò a rallentare solo dopo pochi minuti. Quando Raymond aveva ridato al mondo tutta la biomassa rubata da Brahman, terminando così l'ultima metamorfosi della sua vecchia vita e la prima della sua nuova vita. Un'orfana ed uno schiavo che uniti diventano un corpo celeste... chi l'avrebbe mai detto?

«È successo davvero ciò che ho visto? Hey? Ci ricevete?» i quattro ragazzi sentirono la voce di Asura venire dagli altoparlanti della stazione radio al piano di sotto. Scesero senza esitare col più grande dei sorrisi sui loro volti.

«Ah, non saprei, maestro» disse Thobias con tono ironico. «Perché non scendere a dare un'occhiata?»

Anche Asura sorrise, voltandosi verso Noah per sentire cosa ne pensasse. Egli ricambiò il suo sorriso voltandosi verso l'intero ponte di comando. «Beh? Che state facendo lì impalati? Si torna a casa!» e tutto il ponte brillò di gioia in risposta a quell'ordine. Invertirono la rotta accompagnati dai festeggiamenti della gente lungo tutta l'arca spaziale.

«Evelyn... Raymond...» disse Asura guardando il pianeta come non l'aveva mai visto prima d'allora.

«Ci prenderemo cura di voi.»

Sei un autore? Pubblica fumetti e romanzi su ReadNoctis e guadagna con la pubblicità.

Inizia

Ti è piaciuto questo capitolo?

Puoi sostenere Edward Noctis con una piccola donazione: ogni contributo aiuta a continuare la storia.

Supporta l'autore

Hai raggiunto la fine. Grazie per aver letto su ReadNoctis!