28 settembre 2026 · Edward Noctis

Tatuaggi ed autolesionismo: la mia esperienza

A 16 anni ero entrato nel loop dell'autolesionismo, non ne sono mai uscito, ho solo imparato a farlo bene.

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Oggi ho provato a tatuarmi da solo sul petto, un punto considerato parecchio doloroso. Mentre mi squartavo riflettevo su alcune cose e sono andato a ripescare ciò che scrissi in uno dei miei testi privati:

“Un tempo il mio psicologo mi disse che in realtà non sono mai uscito dal tunnel dell'autolesionismo, ho bensì trovato il modo di sfruttarlo a fin di bene: per creare, anziché distruggere. Non solo nell'arte ma in ogni aspetto della vita quotidiana: dove tutti cercano di fuggire dal dolore io lo rincorro, voglio sentirlo in ogni cosa e cambiare strada quando non sento più niente pur di non vivere nella mediocrità di chi invece insegue i piaceri ed il cazzeggio del fine settimana.

E nonostante abbia ormai le risorse per fare quello che fanno tutti, magari comprare casa e mettere su famiglia, continuo a scegliere le strade più dolorose, perché quel dolore non voglio condividerlo con nessuno. Aspiro tuttora a sfide capaci di mettermi alla prova e continuo a pormi obiettivi più grandi di me anche quando rischiano di distruggermi. Anzi, non sogno altra fine se non quella di venir consumato dalla mia arroganza, dal bruciare per aver rincorso un’ambizione più grande di me.

Poiché solo allora potrò dire di aver dato il massimo: quando sarà una delle mie ambizioni ad ottenere me, anziché il contrario.”

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